A gennaio 2026 è stata pubblicata la CEI EN IEC 62676-4:2026, la nuova edizione delle linee guida di applicazione per i sistemi di videosorveglianza. Sostituisce l'edizione del 2018 e introduce due cambiamenti che riguardano chiunque stia progettando un impianto nuovo o valutando se quello esistente sia ancora adeguato.
Il primo è il superamento del criterio DORI. Il secondo è il ruolo dell'analisi del rischio, che diventa il punto di partenza di ogni progetto.
Addio DORI, arrivano sette livelli
Fino a ieri il riferimento erano le quattro sigle DORI: Detection, Observation, Recognition, Identification. Quattro categorie per descrivere cosa una telecamera permette di fare.
La nuova norma le sostituisce con sette livelli di densità di pixel, misurati in pixel per metro di scena inquadrata.
Cosa significa in pratica
Se ti serve identificare una persona sconosciuta all'ingresso — non riconoscerla, identificarla — servono 1.500 pixel per metro. Su un varco largo due metri significa che quei due metri devono essere coperti da circa 3.000 pixel in orizzontale.
Una telecamera 4K ha circa 3.840 pixel di larghezza. Quindi quella singola telecamera, per fare identificazione, può coprire poco più di due metri e mezzo di scena. Non un piazzale: un varco.
È qui che casca la maggior parte degli impianti esistenti. Telecamere 4K montate in alto a coprire un'intera area, con l'aspettativa che, siccome sono 4K, permettano di identificare chiunque. La risoluzione del sensore da sola non dice nulla: contano l'ottica, la distanza e l'ampiezza reale della scena.
L'analisi del rischio diventa il punto di partenza
Il secondo cambiamento è metodologico. La norma stabilisce che la progettazione parte dalla valutazione del rischio: cosa si vuole proteggere, da quali minacce, con quale priorità. Furto di beni materiali, protezione delle persone, vandalismo, sabotaggio, interruzione dell'attività sono rischi diversi e richiedono impianti diversi.
Si valutano il valore dei beni, la conformazione del sito, la presenza di persone e gli eventi già accaduti. Solo dopo si sceglie dove mettere le telecamere e quale livello di densità serve in ciascun punto.
È il ribaltamento del metodo più diffuso, che parte dal numero di telecamere e dal budget e arriva agli obiettivi solo alla fine, se ci arriva.
Serve anche competenza documentata
Chi Progetta
Formazione elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni, più competenza nell'analisi del rischio.
Tutto il ciclo di vita
Scelta, pianificazione, installazione, messa in servizio, manutenzione e prove periodiche.
La manutenzione
Ottiche sporche, fuoco spostato, dischi pieni: la scoperta avviene sempre quando serve rivedere un evento.
Serve rifare l'impianto?
No. La CEI EN IEC 62676-4 è una linea guida di applicazione, non un obbligo di legge, e non ha effetto retroattivo su impianti già realizzati.
Diventa però il riferimento tecnico di settore, cioè la regola dell'arte. E questo pesa in tre situazioni concrete: nei capitolati di gara, dove sempre più stazioni appaltanti la richiamano; in sede assicurativa o peritale, quando si discute se un impianto fosse adeguato allo scopo; e nella progettazione di ogni nuovo impianto, dove ormai è il criterio di riferimento.
Per un impianto esistente la domanda giusta non è "è a norma?", ma: le immagini che produce servono a quello per cui l'ho installato? È una verifica che si fa in mezz'ora di sopralluogo.
Domande frequenti
Cosa cambia con la CEI EN IEC 62676-4:2026?
Il criterio DORI (Detection, Observation, Recognition, Identification) viene sostituito da sette livelli di densità di pixel, espressi in pixel per metro di scena: Overview, Outline, Discern, Perceive, Characterise, Validate e Scrutinise. Le soglie diventano numeriche e verificabili invece che descrittive.
Devo rifare l'impianto di videosorveglianza esistente?
No. La norma è una guida applicativa, non un obbligo di legge, e non ha effetto retroattivo. Diventa però il riferimento tecnico di settore: conta nei capitolati di gara, nelle perizie e nelle valutazioni assicurative.
Quanti pixel servono per identificare una persona?
Il livello Scrutinise, quello che consente di identificare una persona sconosciuta, richiede 1500 px/m. Su un varco largo due metri servono quindi circa 3.000 pixel in orizzontale sulla sola scena utile.
Una telecamera 4K basta per essere conformi?
Dipende da quanta scena copre. La risoluzione da sola non dice nulla: conta la densità di pixel sul punto da osservare, cioè quanti pixel cadono su ogni metro reale di scena.
Da dove si parte per progettare un impianto secondo la nuova norma?
Dall'analisi del rischio: cosa proteggere, da quali minacce, con quale priorità. Il numero di telecamere e la risoluzione sono conseguenze di quella analisi, non il punto di partenza.
Una verifica sul tuo impianto
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Fonti
- CEI — scheda della norma CEI EN IEC 62676-4:2026
https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/0000026090 - Axis Communications — whitepaper sulla densità di pixel secondo IEC 62676-4
https://whitepapers.axis.com/download/wp_pixel_density_based_on_iec_62676_4_2025_t10228570_2604.pdf